Storia - Parrocchia Santa Maria della Cella e San Martino

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Parrocchia

BREVE STORIA 
725 Il Re Longobardo Liutprando riscatta dai Saraceni le ceneri di S. Agostino.
Trasportate dalla Sardegna alla capitale Pavia, le reliquie sbarcano e sostano sul lido, presso la chiesetta di San Pietro de Arena.
A ricordo si costruisce un nuovo edificio "La Cella di S. Agostino" come attesta il diploma di Corrado II (1033).

1206 - 1213 La famiglia genovese Doria fa costruire la Chiesa di Santa Maria della Cella, affiancata da un convento

XIII - XV sec. La Chiesa è officiata da alcune congregazioni: Canonici Regolari di S. Maria di Crescenzago, Domenicani, Benedettini Eremitani lombardi di S. Agostino (1442 - 1798)

XIII sec. Nell'edificio sacro lavorano le maestranze antelamiche, come dimostrano i conci di pietra di
Promontorio perfettamente squadrati e assemblati (sottotetti delle navate minori, alzati sovrastanti le arcate fra i pilastri)

Metà 1400 L'edificio viene trasformato per volontà di Bartolomeo Doria, e di quel tempo qualcosa si legge nella sacrestia, nei locali adiacenti, nei resti del chiostro.

1500 - 1600 Numerose trasformazioni: sistemazione degli altari e tombe di famiglia, costruzione della cupola (1639)

1797 Gli Agostiani, presenti dal 1442, sono allontanati, anche a causa del mutato clima politico (caduta della Repubblica di Genova)

1799 (4 aprile) La Chiesa è sede parrocchiale, accoglie opere d'arte di altri complessi e anche il famoso "dipinto murario" del SS. Salvatore

1850 - 1896 Su progetto di Angelo Scaniglia (1791 - 1870), allievo di C. Barabino, la Parrocchia viene decorata, ampliata e completata con la facciata di gusto neoclassico.

1882 La millenaria chiesetta di S. Agostino, del tutto dimenticata è riscoperta dall'archeologo e storico Alfredo d'Andrade

Novecento Numerosi lavori contribuiscono ad arricchire l'edificio, oltre a riparare i danni della II Guerra Mondiale.
 
 
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